gio

23

gen

2014

Ma che cos'è l'occupabilità?

La disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli allarmanti. A febbraio 2013, il tasso di disoccupazione giovanile UE era al 23.5%, con tassi del 58,4% e del 55,7% rispettivamente in Grecia e Spagna. In Italia la disoccupazione giovanile è al 44%, senza considerare la quantità allarmante di NEET (not in education, employment or training).

 

Ma cosa si intende quando si parla di occupabilità giovanile?

 

Sebbene non ci sia una definizione unica, oggi la letteratura tende a definirla come la capacità di ottenere un lavoro iniziale, mantenerlo, essere in grado di cambiare ruolo all’interno della stessa organizzazione e di ottenere un nuovo lavoro se necessario. Va sottolineato che con il termine “lavoro” in questo contesto non si intende il solo rapporto di dipendenza, ma qualsiasi attività economica che crei un reddito.

Questa capacità così definita include 4 elementi che vanno a costituire il livello di occupabilità di ciascuno di noi:

- Gli Assets: ovvero le competenze (abilità, conoscenze e atteggiamenti) e la capacità di saper trasferire queste competenze da un contesto organizzativo ad un altro, da un ruolo all’altro. Particolare importanza rivestono oggi le competenze trasversali, o soft skills, come la gestione di sé e delle proprie emozioni, essere in grado di ascoltare e comunicare in modo efficace, problem solving, creatività, saper pianificare e organizzare compiti e attività e la gestione del tempo.

- Lo sfruttamento dei propri assets. Questo significa saper gestire la propria carriera professionale: saper identificare le proprie aree di interesse e svilupparle, essere consapevoli delle opportunità lavorative esistenti e dei requisiti per poterle soddisfare, saper prendere decisioni adeguate. E’ evidente come questi due punti siano collegati da un altro concetto oggi molto popolare, il lifelong learning. Essere consapevole delle proprie competenze e di quanto è richiesto dal mercato di lavoro permette infatti di intraprendere percorsi formativi ed educativi che possano colmare il gap.

- La Presentazione, ovvero la capacità di dimostrare il possesso degli assets e di presentarli al mercato in modo accessibile. Questo include la capacità di redigere il CV, titoli e certificati, saper sostenere un colloquio, saper tenere traccia e spiegare le competenze acquisite nelle precedenti esperienze.

- Circostanze personali ed esterne. Corrisponde al contesto di riferimento, che include variabili personali (età, genere, status familiare e di salute, area geografica ecc.) e variabili esterne (trend macro-economici, regolamentazione del mercato del lavoro ecc.)

Brown e Hesketh si riferiscono a i primi tre punti come “occupabilità assoluta” e all’ultimo come “occupabilità relativa”.

 

Non vogliamo sottovalutare o sminuire il ruolo del contesto economico - lungi da noi il farlo...

 

Però la domanda resta: nelle condizioni date, cosa si può fare?

Le associazioni e organizzazioni, pubbliche e non, che costituiscono un punto di ritrovo e riferimento per i giovani, hanno enormi possibilità di supporto all’occupabilità giovanile, non sostituendosi ai centri per l’impiego o alle agenzia per il lavoro, ma lavorando con i ragazzi sulla consapevolezza personale, sulla scoperta delle passioni, sull’empowerment, sulla capacità di trasformare le esperienze svolte in competenze, sull’autostima, sulla costruzione della rete… tutte capacità e competenze che rientrano nello sviluppo degli assets, nel loro utilizzo e presentazione!

Ragazzi, partecipate, fate esperienza, crescete, costruite la vostra rete, toccate il mondo con le vostre mani!

Oggi, secondo noi, si deve partire da qui!

 

4 Commenti